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INSERTO LA CILIEGIA

Insalate di IV gamma, tecniche di coltivazione

Isolamenti delle allogame:un aiuto dall'informatica

Incontro tecnico Vaiolatura delle drupacee (sharka)

Grande interesse per l'incontro tecnico sulla Sharka tenutosi a Cesena giovedì 12 aprile presso l'Azienda Martorano 5-CSSA, dimostrato anche dalla buona partecipazione: circa 50 i tecnici e frutticoltori presenti in sala.
Dopo una breve introduzione di Daniele Missere (CRPV), Valerio Vicchi (SFR) ha fatto il punto sulla diffusione della malattia ormai presente in Emilia-Romagna in forma endemica da una decina d'anni. In base ai risultati del monitoraggio, il numero di aziende interessate dal virus si aggira intorno alle 150 unità, in gran parte concentrate in due zone: una nell'Imolese e l'altra nel Cesenate. Si tratta di un numero da alcuni anni sostanzialmente stabile, segno che la malattia, se non può essere eradicata, può essere almeno tenuta sotto controllo. Peraltro lo stesso Vicchi ha presentato alcuni dati che evidenziano come l'estirpazione immediata delle piante individuate affette da PPV influisca favorevolmente sul controllo del virus.
Annarosa Babini (DiSTA) e Federica Brandi (CRA-ISF) hanno presentato i primi dati sul grado di suscettibilità alla sharka di varietà di drupacee: su 101 varietà di pesco, susino ed albicocco inoculate con il ceppo M, 60 hanno manifestato sintomi su fiori, foglie e/o frutti. 13 sono risultate infette al saggio anche se mostravano sintomi leggeri e poco specifici, mentre 25, alcune delle quali mostravano leggeri sintomi di tipo virale, non hanno evidenziato nessun positivo nelle analisi (ELISA e PCR) effettuate per identificare PPV. Oltre alla cv di susino Jojo, per la quale era attesa tale reazione, altre varietà che non sono risultate infette come le cv di pesco Max, Maria Dolce, Alix, Summer Lady o gli albicocchi Harval, Robadà, Goldrich, Pisana, potrebbero avere caratteristiche di forte tolleranza a PPV.
Molti genotipi affini al ciliegio, o comunque distanti dai Prunus coltivati, sono risultate asintomatiche e il saggio non ha individuato la presenza del PPV che si era cercato di inoculare. Al contrario, alcuni biotipi, usati anche come portinnesti, sono risultati mediamente (P. cerasifera) o molto (Adesoto 101) suscettibili al virus.
La ricerca di piante spontanee o con sintomi di PPV nel Cesenate ha evidenziato che la presenza del virus su piante senza sintomi di una specie spontanea molto diffusa come il prugnolo accresce la preoccupazione riguardo il permanere delle infezioni di PPV in piante marginali alle coltivazioni, che possono sfuggire ai piani di eradicazione.
Alessandro Liverani (CRA-ISF) ha infine presentato un nuovo progetto di miglioramento genetico del pesco per la resistenza alla sharka, al quale partecipano diverse unità operative a livello nazionale. Obiettivo del progetto è quello di arrivare ad ottenere entro 3-5 anni alcune prime selezioni di pesche e nettarine dotate del carattere di resistenza al virus, partendo da alcuni incroci con Prunus Davidiana considerata unica fonte di possibile resistenza, oltre che all'oidio, anche al PPV.
L'incontro si è concluso con un intervento di Alberto Contessi (Responsabile SFR) che ha ribadito come gli sforzi (monitoraggio straordinario, ricerca e sperimentazione, Bollino Blu) portati avanti dalla Regione Emilia-Romagna nell'applicare il DM 29/11/96 di lotta obbligatoria abbiano finora consentito di convivere con questa pericolosa e temuta malattia.

Incontro tecnico Vaiolatura delle drupacee (sharka)

Incontro tecnico Metodi non distuttivi per la qualità della frutta - Progetto Frutticoltura Post-raccolta

Programma

INSERTO MAIS: IL RISCHIO MICOTOSSINE

I progetti promossi dal Crpv sulla qualità e sicurezza alimentare

Incontro tecnico La lattuga nel comprensorio romagnolo

Giovedì. 18 Gennaio il Crpv, in collaborazione con il consorzio Orto di Pascoli, Verdelab e Vivaio Garattoni, ha organizzato un incontro tecnico sul tema 'Le malattie emergenti della lattuga nel comprensorio romagnolo'. L'iniziativa, realizzata con il contributo della regione Emilia Romagna, è stata organizzata a San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena) in quanto zona vocata per la produzione di lattuga. In quell'area, fra il Cesenate e il Riminese, si concentra l'84 per cento della produzione regionale di lattuga e circa il 7 per cento di quella nazionale.
Durante l'incontro si è cercato di fare il punto della situazione per capire l'incidenza di queste malattie sia di natura patogena che non e verificarne i metodi di lotta.
Negli ultimi anni si sono diffuse alcune nuove malattie, che, sebbene non debbano generare eccessivi allarmismi, devono essere tenute sotto controllo. Nella maggior parte dei casi si possono ottenere risultati attraverso la prevenzione con metodi agronomici (in particolare una rotazione adeguata contribuisce a diminuire la stanchezza del terreno e i danni provocati dai patogeni) mentre gli interventi chimici sono da riservarsi solo per i casi più gravi.
In particolare per il controllo dei funghi patogeni è importante agire soprattutto nella fase vivaistica impiegando semi e piantine sani: bisogna produrre piantine sane provenienti da vivai nei quali non deve essere presente ne' l'insetto vettore ne il virus.
Anche l'utilizzo di cultivar resistenti è molto importante: per la lattuga più che per qualsiasi altra specie, è rilevante la continua ricerca di nuove varietà con l'introduzione di fattori di resistenza nei confronti di questi patogeni in continua evoluzione.

Il lupino bianco, leguminosa interessante

Incontro tecnico Pomodoro da industria

Incontro tecnico Vitigno Barbera

Incontro tecnico Melone e Anguria

Incontro tecnico Pomodoro da industria, Melone e Anguria

Incontro tecnico Fitopatie Kiwi

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